Poesie dedicate a Montella
Dimorarono a Montella, nell'età umanistica, moltissimi letterati e artisti, che fortemente amarono l'amenità dei suoi luoghi, l'aria pura e le fresche acque. In questa pagina sono riportate alcune poesie di poeti del passato e anche di coloro che ancora oggi venendo in questa terra ne rimangono affascinati.
Lodi di Montella in poesie latine
Tra i poeti vale la pena ricordare il veronese Giovanni Cotta, che fu ospite del conte Troiano I Cavaniglia. Ricordando col cuore il fiume Calore, compose questi versi:
"O Calore, gemma dei fiumi, Calore divino,
Calore amore dei cuori nobili, passione delle Ninfe,
che Montella, alimentando col suo dolce seno
la tua cerulea sorgente, tiene avvinto
a sé con amore eterno.
Dimmi, o fiume, che conosci le cose,
quella bella e tanto schietta mia Rubella,
a tutti gradita, forse si aggira sulle tue rive,
libera da impegni?
O dipinge le corolle dei fiori profumati?
O in un folto bosco si è dolcemente assopita?
O piuttosto gioca con uno stuolo
di coetanee presso la tua sorgente,
o dove il Bagno risplendente si unisce
alla Pollentina parimenti splendente,
e lieti insieme si affidano ai tuoi amplessi?
Lì, lei forse, nuda sull'onda,
bagna il suo piede bianco,
le belle membra, e i capelli d'oro?".
Né da dimenticare sono i versi scritti da Giano Anisio, giusperito e poeta campano:
"Addio, Montella,
addio fresche sorgenti,
e boschi e selve
dagli alti castagneti;
una volta mi ospitavi
con le tue frescure, o Montella, unica tra lo stuolo
delle tue alpestri sorelle,
la più nobile, la più estesa."
Ma di tutti i poeti che dimorarono a Montella e che di essa poetarono, assai illustre fu Jacopo Sannazzaro, il quale ritenne che questa regione certamente appartenesse all'Arcadia.
Poesie e pensieri sulla Montella di oggi
Ancora oggi Montella continua a ispirare versi ed emozioni. Come quelli di Georges de Canino, artista italo-francese, di cui riportiamo i versi qui di seguito:
E un segreto di smeraldo, i miei occhi
non sanno dove guardare,
è il mare verde dei monti,
è il silenzio delle foreste,
è il canto degli alberi,
è il segreto della mia anima racchiusa
in questa terra palatucciana, arcana,
maestosa, eterna, vado sognando
i miei giorni brevi, nel respiro del domani,
nel suo scrigno di segreti e
di inaccessibili silenzi.
Citiamo anche una lettera scritta al Sindaco da Emilia Bersabea Cirillo:
"Montella sta per montagna bella, ho pensato, arrivando dall'Ofantina nuova, montagna verde di castagne e di acqua, montagna di monasteri e di rocce, di paesaggi inquieti.
Montella sta per monte, sta per Irpinia, perché in nessun altro luogo il panorama è così intenso e vero che sembra parlare, sembra toccarci.
Ampie, ariose, le montagne di Montella la bella accolgono, invitano a restare. Un paese fatto per respirare, per trascorrere giorni di armonia.
Montella ha tre conventi e tante fontane, chiese restaurate da poco, una villa in stile decò dai soffitti di legno intagliato, circondata da un giardino ora pubblico, case di pietra, case rifatte in cemento, percorsi di pietra verso la montagna che, immensa, impedisce ogni fuga.
L'oltre è inaccessibile.
E poi vale la pena scalare, vale la pena cercare? Ma anche a Montella vien voglia di correre via, di correre fuori, di ritornare per le estati, che son fresche e lucenti, per un vento giovane che sa di castagno, che sa di terra buona, che scompiglia i capelli e alza le gonne."
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