Le montagne della zona, di conformazione calcarea, rappresentano un'enorme serbatoio naturale d'acqua, che è di estrema importanza per il fabbisogno idrico di alcuni milioni di abitanti della Campania e della Puglia.

La falda d'acqua si presenta come un enorme lago sotterraneo, che occupa tutti gli spazi (condotti, caverne, fratture ecc.) presenti nelle rocce calcaree carsiche ed è alimentata dalle piogge e dalla neve. Dal sottosuolo montano, lentamente defluisce verso il punto più basso di uscita originando le importantissime sorgenti di Cassano Irpino.
Anche in superficie l'acqua scorre abbondante, anche se la captazione di numerose sorgenti ad opera dell'Acquedotto Alto Calore e dell'Acquedotto Pugliese, ne hanno diminuito fortemente la quantità.

Sui monti si formando piccoli ruscelli che man mano confluiscono in torrenti sempre più grandi. Questi corsi d'acqua in alcuni punti hanno scavato gole profonde dove scorrono silenziosi e lenti, creando un'atmosfera davvero suggestiva, in altri punti scorrono su fondali bassi, ma con forza e vitalità.
In altri punti questi corsi d'acqua compiono grandi salti, anche di 20 metri, formando così cascate e vasche naturali di roccia, dove i più impavidi in estate fanno il bagno, ad una temperatura che si aggira intorno ai 4° C. Oltre alle cascate naturali ci sono tre cascate realizzate dalla mano dell'uomo:
la cascata della Lavandaia, che alimentava un vecchio mulino, voluto dai Montellesi nel 1565 e utilizzato fino al secolo scorso. Successivamente alimentò anche una diga, progettata nel 1699;
la cascata della Maronnella, nascosta dalla vegetazione e per questo difficile da individuare dalla strata asfaltata, ma molto conosciuta dai bagnanti estivi;
la cascata del Fascio, realizzata in epoca fascista durante i lavori per l'acquedotto per Montella; anche questa frequentatissima nelle estati montellesi, sia per fare il bagno, sia per fare una passeggiata nella natura. E' da lì, infatti, che partono numerosi gruppi di escursionisti.
Molti di questi corsi d'acqua, che nascono dai monti più alti della zona, si raccolgono nel fiume principale, il Calore, che prosegue il suo corso per i territori di Cassano Irpino, Ponteromito, Castelfranci, Paternopoli, e poi per la provincia di Benevento, fino alla confluenza con il Volturno, per un totale di 120,70 Km.
La conformazione del territorio fa sì che nella stagione invernale si formino numerosi laghetti temporantei, i più conosciuti sono quelli del pianoro di Verteglia.
Bibliografia di rif. "Caratteristiche geomorfologiche del territorio comunale di Montella" di Fernando Savino e "Il fiume Calore" di Salvatore Bonavitacola per "Montella, guida alla città" - Edizioni Dragonetti, Montella.